
Quando presenti il tuo lavoro al cliente sii semplice come la colomba, prudente come il serpente
Quello che segue è un articolo che ho realizzato leggendo un post del dr. Giancarlo Coppola, Commercialista e Presidente dell’Associazione ANEFI (l’associazione a cui aderiscono gli specialisti di finanziamenti d’impresa).
Il dr. Coppola l’ho conosciuto pochi anni fa , quando era già accreditato di una considerevole esperienza, sia come consulente, che come docente. In questi casi, quando inizia un nuovo rapporto, c’è un periodo di studio reciproco, ma chi ha le caratteristiche e l’educazione per ottenere risultati, in breve tempo supera ogni diffidenza ed entra in sintonia con le nuove realtà che incontra.
E così il dr. Coppola ha iniziato il corso MasterBANK, ne è diventato uno dei maggiori divulgatori in Italia, creando una fitta rete di relazioni, ha condiviso le idee che il Prof. Malvezzi ed io abbiamo portato avanti, si è adoperato per la realizzazione delle associazioni AFIM ed ANEFI (che presiede), ed ora, al termine del primo percorso accademico, fa un bilancio della sua crescita.
Vi riporto integralmente il suo post, perché mi ha molto colpito come un affermato professionista in materie tecniche, abbia compreso l’importanza della comunicazione per aumentare il valore di ciò che ha realizzato:
Semplice come la colomba, prudente come il serpente, questa la raccomandazione che mi ha dato il relatore della mia tesi di laurea quando, giovane laureando, stavo per alzarmi dalla sedia di fronte alla sua scrivania, carica di libri e riviste.
Per più di 20 anni ho seguito questa raccomandazione nella preparazione di ogni mio scritto, intervento o lavoro… tranne una volta: il 14 settembre 2019 ore 11.29, quando il Power Point che, di li a poco, avrei esposto sul palco dei relatori, mi sembrava molto semplice, troppo più semplice di una colomba.
“Tre slide sono troppo poche, le finisco in 2 minuti e 45 secondi e poi gli altri 7 minuti e 15 che faccio? Ci guardiamo in faccia con la platea?”
E allora, abbandonando la prudenza del serpente, ho rimesso le mani sulle slide per dargli un po’ di pepe in più, troppo pepe: 12 slide di pepe più del necessario.
Ho guardato il video del mio intervento 40 o 50 volte tra ieri e oggi, molte volte anche al rallentatore e ho scoperto che:
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Non ho monitorato il tempo che scorreva; l’ho fatto solo una volta, a 50 secondi dalla fine del tempo. Ormai i giochi erano fatti. Avessi dato uno sguardo più regolarmente, avrei potuto saltare le slide inutili, o dedicargli meno tempo possibile.
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Non ho scritto il commento alle slide (come faccio sempre), fidandomi della mia bravura ad andare a braccio. Ma fare un discorso a braccio è pericoloso, è molto facile divagare, andare fuori tema e perdere tempo prezioso.
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Non ho provato i tempi della presentazione; abbandonando la prudenza del serpente, ho fatto troppo affidamento sulle mie capacità (La sicurezza di sé è pericolosa, ti porta al delirio di onnipotenza e ti fa credere di non poter fallire).
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Mi sono rivolto quasi esclusivamente, per comodità visiva, alla parte destra della platea, tagliando il contatto con metà dell’aula.
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Dopo che ho rivoluzionato il Power Point, mi è arrivata l’ansia da prestazione, (inconsciamente sapevo che avrei dovuto improvvisare per gran parte dell’esposizione) e non è stato sufficiente il mental coaching di Ricciotti Graniglia durante la pausa pranzo. Tanto è vero che, per lo stress, ho evitato, per il 90% del tempo, il contatto visivo con la commissione giudicante. Questo è stato alla base del problema n° 1 (il cronometro era nella direzione della commissione e, per evitare il contatto visivo, non ho monitorato i tempi).
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Ho voluto strafare: dovevo superare il mio intervento di aprile al corso Win the Bank.

Questo post, ovviamente, non vuole essere una giustificazione della bassa qualità della performance (sì, bassa qualità, perché 90 su 100 non è un punteggio soddisfacente, quando si punta al 100), ma un’analisi oggettiva alla ricerca della perfezione e un consiglio condiviso per chi in futuro dovrà salire su quel palco:
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Semplicità e prudenza, 10 minuti sono pochi per le cose complesse.
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Guardate il monitor del tempo ad ogni cambio slide, per verificare se siete in linea e adeguare la velocità di esposizione.
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Mettete per iscritto il discorso da fare per ogni slide, sarà una guida per evitare di divagare.
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Provate i tempi della presentazione più e più volte, fino a quando riuscite a mantenere, costantemente, il limite dei 10 minuti, a quel punto sforbiciate le slide e tagliate i tempi per arrivare a 5 minuti; 5 minuti in prova equivalgono a 10 minuti sul palco.
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Rivolgetevi ad entrambe le ali della platea. Quando si è concentrati, automaticamente, ci si rivolge alla parte dove viene più comodo dirigere lo sguardo. Un piccolo trucco è rivolgersi per una slide a destra e per la seguente a sinistra.
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Ogni evento fa storia a sé. Se nel precedente siete stati da 100 non cercate di superarvi. Il rischio è proprio quello di voler strafare.
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Meglio una slide in meno che una in più. (Avrei dovuto limitarmi a queste 3 slide).
Conclusione
Imparare a presentare il proprio lavoro in modo professionale è importante sia per ottenere i risultati prefissati, sia per poter essere percepito dal cliente esattamente come noi vogliamo che sia,

L’importanza di essere semplici, snelli e talmente preparati da sembrare spontanei, è stata descritta nel post con parole che sarebbe inutile commentare, data la loro chiarezza.
Il marketing è comunicazione e quindi prendete spunto da questo articolo e valutate il vostro modus operandi in senso critico: ogni buon lavoro può essere sempre fatto meglio.